Il riferimento mitologico, dei vecchi è dei nuovi meridionalisti, alle lotte dei briganti post-unitari, rappresenta la spinta “ricordo-storico” comune alle lotte politiche attuali. Affascinanti le gesta e gli atti d’eroismo. Lodevole la causa e come tutti i tratti di un mito inafferrabile, i briganti sono per tutti i meridionalisti, eroi senza tempo. Uomini che non vollero rinunciare al loro “mondo” in nome di un “progresso” fatto di sfruttamento e di una “modernità” che distruggeva il loro modo di essere. In quanto atemporale ed astorico ed allo stesso tempo interclassista e sociale, il riferimento alla lotta per una “giusta causa” sembra inarrestabile e lo sbocco psicologico immediato sembra l’invincibilità. Il tutto, pur galvanizzando le proprie convinzioni identitarie, è sviante. I briganti, è giusto ricordarselo, persero..(continua)
Definire o spiegare quello che ogni uomo dovrebbe sentire nel profondo del proprio cuore può sembrare assurdo, ma oggi che tutto è stato messo in discussione, per non arroccarci su posizioni passatiste, conservatrici e nostalgiche, bisogna che su tutti i valori messi in discussione ognuno dica la propria. Rifiutarsi sarebbe come dar ragione a chi pensa che col denaro si possa comprare tutto, anche una patria. La patria non è sola la terra dei nostri padri, dei nostri nonni , della nostra stirpe. Tutto questo ne costituisce la solida base da cui poi nasce l' idea DI PATRIA. La patria è l' idea che sorge su quella terra, e che poteva sorgere solo lì ed è per questo che è differente da qualsiasi altra patria.
Ci avevano convinti che il nostro destino era gia scritto, che la rassegnazione e l’abitudine era nel nostro DNA di meridionali, che essere colonia non era poi tanto male e che far emigrare i figli fosse un fatto buono.
Meglio tenerli lontano i figli che farli vivere in questa città dove si vive male e si muore spesso, sopratutto per strada. Poi ci siamo svegliati e fuori dal sonno abbiamo visto tutto e tutti. Abbiamo visto come male amministravano la cosa pubblica e come il “bene comune” in realtà fosse diventato il “bene loro” e il “male nostro”. Abbiamo visto strade sporche, piene di buche e in balia dei malviventi, perché sporca è la politica dei politicanti meridionali, perché pieno di “buchi” è la gestione che i partiti fanno dei soldi del sud e perché la malavita non era e non è, cosa separata dalla società in cui opera e la società in cui operano i malviventi è rappresentata dai politici venduti e soddisfatta dei propri privilegi.
Parlare di Sud è di moda,ma guai ad uscire dal seminato, le verità si dicono tutte in privato, a bassa voce , mentre alla sfera pubblica è riservata solo la formalità ed al convenzionale italianismo. Difendere il mio popolo meridionale in pubblico è ormai un crimine. Sistematicamente, da chi prima dell' Italia non se né mai fregato nulla, ora si viene accusati di lesa nazione. Ogni volta che si difende la dignità defraudata dei popoli meridionali nelle discussioni non più private ma ormai, dopo la svolta secessionista in atto, pubbliche, si viene addirittura falsatamente fraintesi . Se poi si critica l' imperialismo nordista passato alla storia come risorgimento e a noi meridionalisti conosciuto come semplice colonialismo politico-militare del povero Piemonte nei confronti della più antica nazione italiana (700 anni di storia unita, riconosciuto tale anche da Dante) e del più ricco in assoluto stato d' Italia, (tale Regno delle due Sicilie) apriti cielo. Piovono anatemi come grandine , accuse come sassi e quando gli argomenti culturali (pochi in verità) finiscono , iniziano gli attacchi personali e le retoriche e le ipocrite litanie patriottardiche. Troppo tardi gli italianissimi politici pensano all' Italia e guarda casa quando salvare l' Italia significa salvare se stessi, ma prima quando la distruggevano non ci pensavano ? Da ingenuo , da disinteressato si è "capito" si è scelto. Con molta cautela e con molte perplessità , gli altri percorsi culturali ,(Populismo- Meridionalismo- Differenzialismo come si vede non idee egemoniche ma sempre "alternative") restano strade da esplorare in forme nuove di aggregazione. Mai tirarsi indietro alla militanza onesta , ed in una seconda repubblica di ladri, peggio della prima, resta l'unica battaglia valida per realizzare quello che si crede giusto. Perché è quello che i politici hanno perso, oltre la faccia, Il senso del giusto. Il popolo meridionale nonostante i ritornerà padrone di se stesso ! L' Italia ?